Primario

ipotesi di paesaggio, paesaggio primario, milano, palazzo rcs, autocoltivazione, ©Luca Rotondo

Si interpretano come paesaggi primari quelle situazioni di confine tra città e campagna in cui emerge lo spazio colturale che si pone come limite delle periferie urbane.
Una agricoltura di sussistenza, riservata a piccoli stoici coltivatori, arranca ai bordi della civiltà industriale in espansione.

Sono situazioni borderline tra città e campagna, passato e futuro, cemento e natura. Definire questi paesaggi “primari” vuole essere un riferimento alla definizione economica data alle attività che vanno incontro ai bisogni primari dell’individuo e della collettività, mantenendo visivamente vivo il forte contrasto dato dal senso di declino e abbandono che trasuda dalla terra di questi “lotti limite”.

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